2026

Malcesine (VR), 17 - 09 - 26
Ieri poco prima delle 19 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato, per un escursionista tedesco che mancava all'appello, al rientro della sua comitiva da un giro nella Colma di Malcesine. Il gruppo di 25 persone, assieme agli accompagnatori, era salito da Tratto Spino per una passeggiata, ma quando si erano ritrovati, si erano accorti dell'assenza di uno di loro, l'ultima sua presenza notata verso le 16. Una squadra è stata elitrasportata in quota dall'elicottero per avviare le ricerche, mentre le altre sono salite con i mezzi dalla parte di Tratto Spino e una si è portata a San Michele, all'altezza della stazione intermedia della funivia di Malcesine. Presenti anche i soccorritori trentini e i vigili del fuoco. Mentre veniva percorsa la sentieristica principale e l'area attorno alla funivia e i droni effettuavano sorvoli dall'alto, attorno a mezzanotte è arrivata la notizia che alcune persone si erano imbattute in un uomo corrispondente alla descrizione, trovato a Torbole. Una volta verificato che si trattava proprio di lui, l'allarme è rientrato e le squadre sono tornate a valle. 
Fregona (TV), 15 - 09 - 26
Attorno alle 15.30 la Centrale del 118 di Treviso ha allertato il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane, che ha inviato una squadra in supporto all'elicottero di Treviso emergenza, decollato per un incidente ciclistico in località Cadolten. Mentre percorreva in discesa in mountain bika con la compagna una strada sterrata, un uomo aveva infatti perso il controllo della bici ed era caduto a terra. Sbarcati con un verricello di 30 metri, tecnico di elisoccorso, medico e infermiere hanno prestato le prime cure all'infortunato, che lamentava dolori alla schiena e a una spalla. Caricato in barella, l'uomo è stato trasportato fino all'ambulanza, sopraggiunta nel frattempo, che lo ha portato all'ospedale di Vittorio Veneto. La signora è stata accompagnata all'ospedale dai soccorritori, che hanno provveduto anche a riportare a valle le biciclette.  
Belluno, 15 - 09 - 26
Alle 13.40 circa è scattato l'allarme per una pilota svizzera di parapendio di 70 anni, caduta nelle prime fasi del decollo dal Rifugio Dolada. La donna, che aveva riportato un trauma alla spalla ed era stata riportata sullo spiazzo dopo la caduta, è stata presa in carico dall'equipe medica di Falco 2, atterrata in piazzola, e trasportata al San Martino.
Falco 2 è stato di seguito inviato dalla Centrale del 118 sulla cima della Tofana di Rozes, dove, a poche decine di metri dalla vetta, un escursionista tedesco di 41 anni aveva perso l'orientamento uscendo dal tracciato della normale e bloccandosi su terreno instabile a 3.150 metri di quota. Individuato dall'elicottero, l'uomo è stato issato a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 10 metri ed è stato lasciato al Rifugio Giussani, luogo fissato per il campo base.
Attorno alle 14.20 dei passanti si sono imbattuti in un escursionista privo di coscienza, hanno quindi contattato il 118 e iniziato a praticare le manovre di rianimazione. Individuata la posizione, a 100 metri di distanza dal Rifugio Scoiattoli, lungo la mulattiera che lo collega all'Averau, è intervenuto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre veniva attivato il Soccorso alpino di Cortina e della Guardia di finanza. Sbarcato nelle vicinanze, il personale sanitario è subentrato ai presenti. L'uomo, un 68enne della Romania, è stato quindi caricato a bordo e trasportato in gravi condizioni all'ospedale di Belluno.
Falco 2 è infine volato sui Cadini di Misurina, sulla parete della Torre Wundt, poiché rientrando dopo aver salito la Via Mazzorana, sulla terza doppia di una sessantina di metri, le corde di due alpinisti francesi si sono incastrate nella roccia, impedendo loro di proseguire la discesa. Arrivata sulla verticale, l'eliambulanza ha calato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. In due rotazioni sono stati issati a bordo entrambi i rocciatori, lei 33enne, lui 41enne, trasportati poi al Rifugio Fonda Savio.

 

 

Belluno, 14 - 09 - 26
Attorno alle 18 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in aiuto di un escursionista tedesco, che era rimasto incrodato in un ripido canalone, aggrappato con le mani alla roccia, dopo aver smarrito il sentiero, che stava seguendo in direzione del Rifugio Pramperet. L'uomo era partito dal Passo Duran dopo aver passato la notte in rifugio, con l'intenzione di percorrere il sentiero 536, ma, dopo aver superato Baita Angelini, anziché proseguire in costa, aveva probabilmente preso delle tracce di cacciatori iniziando a risalire un canalone, finché non era più stato in grado di muoversi. Avendo con fatica lanciato l'allarme, con la comunicazione difficile e le poche informazioni, l'equipaggio ha iniziato a perlustrare la zona, finché l'uomo non è stato individuato in una posizione assai precaria. Verricellato più in alto, il tecnico di elisoccorso è sceso una ventina di metri, lo ha assicurato a sé e con lui si è calato altri dieci metri, per arrivare al centro del canale e facilitare il recupero, avvenuto con 40 metri di verricello. L'uomo, che era illeso, è stato lasciato al Passo Duran.
Nel primo pomeriggio, a seguito della chiamata del gestore del Rifugio Vazzoler attivato dal marito, il Soccorso alpino di Agordo era invece intervenuto lungo il sentiero 554, per una escursionista statunitense di 62 anni, che si era fatta male a una caviglia in località Giaroi del Palanzin e non era più in grado di camminare da sola. Raggiunta da una squadra, l'infortunata è stata caricata in barella e portata fino al fuoristrada, con cui è stata accompagnata all'ospedale di Agordo. 
Lorenzago di Cadore (BL), 14 - 09 - 26
Sono rientrate alle 5.40 le squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore intervenute questa notte in aiuto di una famiglia triestina, padre e i due figli, lei di 23 anni e lui di 21, usciti fuori traccia nei dintorni del Bivacco Vaccari. L'allarme era scattato alle 21.30 e, dalle coordinate Gps ricevute, si evinceva che i tre escursionisti dovessero trovarsi a fianco della Tacca del Cridola, dove erano arrivati smarrendo il sentiero e dove avevano deciso di fermarsi tra verticali salti di roccia, temendo di peggiorare la loro situazione con l'arrivo del buio. Dieci volontari si sono quindi ritrovati sopra l'abitato di Lorenzago per avviare l'intervento di recupero, e da Treviso è decollato Leone, che ha tentato due volte di avvicinarsi, dovendo poi rinunciare. I soccorritori sono quindi partiti a piedi e una squadra veloce ha individuato e raggiunto i tre in un'ora e venti di marcia. Dopo averli assistiti e rassicurati, i soccorritori hanno ripreso la via per rientrare con molta più calma, mantenendo il loro passo e supportandoli nei tratti più impegnativi. Arrivati al campo base in località Borbe, in prossimità del Passo della Mauria, padre e figli sono stati poi scortati fino all'ospedale di Pieve di Cadore per eventuali accertamenti. 

 

 

Belluno, 14 - 09 - 26
Questa notte poco prima delle 2, la Centrale del 118 è stata contattata dagli amici di un escursionista, uscito per fare delle foto dal Rifugio Coldai verso mezzanotte e non rientrato. I compagni, preoccupati per la prolungata assenza, avevano provato a telefonargli e il cellulare suonava, senza risposta. Erano usciti a chiamarlo, cercando eventuali luci. Non riuscendo a vederlo avevano chiesto aiuto ed erano state avviate le operazioni di ricerca, con l'allertamento di Soccorso alpino, Vigili del fuoco, Carabinieri. Una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo si è quindi portata con i mezzi a Malga Pioda, per poi intraprendere a piedi la salita della Val de Ziolere, che scende sotto il Rifugio Coldai, finché salendo e guardando con un cannocchiale per la visione notturna i soccorritori non hanno notato un'anomalia un centinaio di metri sotto la struttura, a circa 2mila metri di quota. La squadra si è avvicinata e ha purtroppo appurato che si trattava del corpo del disperso, un cittadino della Repubblica Ceca di 43 anni. L'uomo deve essersi sporto dallo spiazzo dove sorge il bivacco, scivolando nel sottostante canale. I soccorritori sono quindi rimasti accanto alla salma fin quando, alle prime luci, è stata recuperata da Falco 2 e trasportata a Palafavera, dove si trovavano Carabinieri e Vigili del fuoco. 
Il Soccorso alpino della Val di Zoldo era già intervenuto nella serata di ieri lungo il sentiero Tivan, in Civetta. Verso le 19.30 due coppie di escursionisti israeliani avevano chiesto aiuto poiché non riuscivano più a rientrare da soli, in quanto una ragazza era esausta e infreddolita. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore aveva tentato un sorvolo, bloccato dalla presenza della nebbia e dalla scadenza delle effemeridi. Una squadra si era quindi incamminata, individuando i 4 dove il sentiero del Van de le Sasse incrocia il Tivan. Una volta raggiunti e tranquillizzati, la ragazza si è ripresa e ha ricominciato a camminare autonomamente, rientrando a valle assieme ai soccorritori, che da Malga Grava hanno poi accompagnato con i propri mezzi il gruppo a Dont. 
Valli del Pasubio (VI), 13 - 09 - 26
Sono gravi le condizioni di un'alpinista precipitata sull'ultimo tiro del Pilastro Soldà al Monte Baffelan. Prima di cordata la scalatrice, della quale al momento non sono note le generalità, era nel camino finale, quando è volata per una ventina di metri, rimanendo incastrata a testa in giù, mentre la compagna si trovava più bassa assieme a un'altra cordata. Scattato l'allarme passate da poco le 15, le squadre del Soccorso alpino di Schio e Recoaro - Valdagno sono state attivate per eventuale supporto all'elicottero di Treviso emergenza in avvicinamento. Individuato il punto sulla parete, con un verricello è stata recuperata l'infortunata, apparsa subito in gravi condizioni, seppur cosciente, e subito spostata al Rifugio Campogrosso, dove l'equipe medica ha provveduto a prestarle le cure urgenti e a stabilizzarla. La donna è stata quindi trasportata all'ospedale di Vicenza. I compagni hanno proseguito fino all'uscita della via e sono rientrati da soli, in contatto con la Centrale di Vicenza.

 

 

Belluno, 13 - 09 - 26
Verso le 13.50 Falco 2 è stato inviato poco sotto la vetta della Cima Grande di Lavaredo, dove un alpinista tedesco di 29 anni si era fatto male a un braccio. Sceso con 20 metri di verricello, il tecnico di elisoccorso gli ha immobilizzato l'arto per poi issarlo a bordo. E stato recuperato anche il compagno, poi lasciato al Rifugio Lavaredo, mentre l'infortunato è stato accompagnato all'ospedale di Belluno. 
In accordo con la Centrale di Bolzano, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Punta dei Tre Scarperi, in comune di San Candido, a causa del rotolamento di un masso, che aveva investito un alpinista durante la discesa. Il 41enne di Trieste, che si trovava a circa 3mila metri di quota ed era stato colpito a un braccio e alla spalla, è stato issato a bordo con un verricello di 15 metri e trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore. Recuperato anche il compagno.
A seguito della chiamata della madre preoccupata a causa di una reazione allergica manifestatasi nel figlio, Falco 2 è volato a Malga Pramper e, dopo che il personale sanitario ne ha verificato le condizioni, ha caricato a bordo il sedicenne di Mestre (VE) e lo ha portato in ospedale a Belluno, per gli approfondimenti del caso.
Una squadra del Soccorso alpino di Agordo è intervenuta lungo la strada che dal Passo Duran porta al Rifugio Carestiato, per un escursionista colto da malore. Il 35enne di Noale (VE) è quindi stato accompagnato fino al rendez vous con l'ambulanza, diretta all'ospedale di Agordo.
Scattato l'allarme alle 17.15 circa, il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per una escursionista, che si era ferita a un ginocchio durante la discesa da Cimabanche verso Lerosa. Una squadra della Guardia di finanza ha raggiunto la trentenne di Cortina, che si trovava in località Rufiedo con il compagno, per poi trasportarla al Codivilla. 
Belluno, 13 - 09 - 26
Verso le 10.15 alla Centrale del 118 è pervenuta la chiamata da parte di due persone in cerca di funghi, una delle quali, una 73enne di San Donà di Piave, era ruzzolata in un fossato sbattendo la testa, in un bosco nel territorio di Comelico Superiore. Non riuscendo a risalire alla precisa geolocalizzazione, tramite la posizione di whatsapp si è capito che la coppia si trovava tra Passo Monte Croce e Padola, non distante dalla strada asfaltata. È quindi partita una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico e della Guardia di finanza che in breve tempo ha raggiunto la donna. L'infortunata, con un sospetto trauma cranico, è stata assistita, imbarellata e trasportata fino al rendez vous con l'ambulanza, poco a valle del Ponte del Pissandolo.
Falco 2 è intervenuto in due differenti incidenti ciclistici a Cortina d'Ampezzo. Alle 10.40 è infatti arrivato l'allarme per un 49enne di Vittorio Veneto caduto lungo la pista di downhill del Col Drusciè. L'uomo, con un possibile trauma alla clavicola, è stato recuperato e trasportato all'ospedale di Belluno. Di seguito, attorno a mezzogiorno e mezza è scattata l'attivazione per una caduta in mountain bike sulla Pista Tofanina, poco sotto il Rifugio Duca d'Aosta. L'infortunata, una 31enne francese, è stata accompagnata al San Martino. 

 

 

Belluno, 12 - 09 - 26
Alle 14.30 circa è scattato l'allarme per una ciclista infortunatasi lungo il sentiero che collega Rizzios, in comune di Calalzo di Cadore, a Grea, in comune di Domegge di Cadore. Portando a mano la propria mountain bike, una 46enne di Pistoia era infatti scivolata dal bordo del tracciato, cadendo per alcuni metri e riportando un probabile trauma al torace. La donna, che si trovava assieme alla figlia e al marito, è stata raggiunta dal tecnico di elisoccorso e dall'equipe medica dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, calati nel bosco con un verricello di 50 metri. Prestate le prime cure, l'infortunata è stata caricata in barella e spostata in un punto più agevole per il recupero, grazie anche al supporto di una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, affiancata poi da una del Centro Cadore. Verricellata a bordo, la donna è stata trasportata all'ospedale di Belluno. Il marito e la figlia sono stati riaccompagnati dai soccorritori alla loro macchina. 
Falco 2 e invece volato sul Focobon, dove due escursioniste di 30 e 35 anni di Sovramonte, che si trovavano in prossimità della cima lungo la normale, erano state colpite da una scarica di sassi, smossi al loro passaggio. Una, cui si era rotto il casco, aveva riportato un leggero trauma cranico, l'altra contusioni agli arti inferiori. Issate a bordo con due verricelli di 30 metri, le due infortunate - che erano rispettivamente una ancorata alla sosta sulla cima, l'altra venti metri più in basso su una forcelletta - sono state portate all'ospedale di Agodo.

Una squadra del Soccorso alpino di  Alleghe - Val Fiorentina sta invece intervenendo sotto il Rifugio Averau, a Colle Santa Lucia, per una persona che, messo male un piede, si è fatta male alla caviglia.

Valli del Pasubio (VI), 12 - 09 - 26
Attorno alle 13.30 la Centrale del 118 di Vicenza è stata contattata da una cordata - formata da un 25enne e un 28enne bresciani - in difficoltà sul Monte Baffelan, dopo che il primo era volato una decina di metri. Arrivati a circa 1.600 metri di quota al terzo tiro, all'incrocio tra la Via Vicenza e la Via Verona, il primo di cordata, perso un appiglio era infatti caduto, un chiodo si era strappato dalla roccia e lui si era fermato sotto la sosta, sbattendo sulla parete. Pur avendo riportato una ferita sopra l'occhio e un trauma alla mano, dopo un momento di confusione, il ragazzo era riuscito ad arrampicarsi fino alla sosta dove si trovava il compagno e dove entrambi si sono preparati ad attendere i soccorritori. Poiché la montagna era avvolta dalla nebbia, impedendo l'avvicinamento dell'elicottero, una prima squadra veloce del Soccorso alpino di Schio si è portata all'attacco della via e ha iniziato a risalirla, mentre altri 4 soccorritori, più 2 di Recoaro - Valdagno, partivano in supporto. Due soccorritori hanno quindi raggiunto gli alpinisti e li hanno calati per circa un centinaio di metri. L'infortunato è stato in grado di rientrare a piedi assieme all'amico, assicurati entrambi con corda corta per superare i tratti più esposti del Boale del Baffelan. Sono quindi stati riaccompagnati dalle squadre alla macchina e, in accordo con la Centrale del Suem, si sono recati autonomamente all'ospedale di Valdagno. 
Cesiomaggiore (BL), 12 - 09 - 26
Verso le 11 un escursionista ha contattato la Centrale operativa del 118, dicendo di trovarsi incrodato in Val Slavinaz. Il 53enne di Feltre (BL) era partito con l'intenzione di percorrere una traccia non segnalata dal Cai, quando però aveva perso la direzione ritrovandosi bloccato sotto salti di roccia, su un piccolo terrazzino. Risaliti alle coordinate, nella direzione indicata è volato Falco 2, che ha individuato l'uomo in posizione precaria su terreno molto ripido. Calato con un verricello di 30 metri, il tecnico di elisoccorso lo ha avvicinato, assicurato e recuperato. Issato a bordo, l'escursionista è poi stato lasciato in Val Canzoi. 
Domegge di Cadore (BL), 08 - 09 - 26
Nel pomeriggio il Soccorso alpino del Centro Cadore è intervenuto in due distinte situazioni. Verso le 14.30 una squadra è stata inviata dal 118 in località Pra de l'Ega, dove un 56enne del posto era caduto fuori dalla sua baita, vicina alla strada carrabile, sbattendo la testa. L'uomo è stato trasportato fino all'ambulanza. I soccorritori hanno poi accompagnato al rendez vous con l'ambulanza anche una signora di 85 anni, che era caduta sul sentiero di Molinà - Grea, dove si trovava assieme alla figlia.
Comelico Superiore (BL), 08 - 09 - 26
Verso le 12.30 la Centrale del 118 ha ricevuto la chiamata di alcuni escursionisti che sentivano delle grida provenire dalla zona del Circolo est della Ferrata Zandonella, sulla Croda Rossa di Sesto. Arrivato nel punto indicato, l'equipaggio dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato una persona in un canalone sottostante la Ferrata. Calati il tecnico di elisoccorso e il personale sanitario, una volta raggiunto il 43enne tedesco, il medico ha purtroppo solamente potuto constatarne l'avvenuto decesso, dovuto ai traumi riportati nella caduta. Caricata in barella, la salma è stata recuperata e trasportata al Rifugio Lunelli, dove è stata affidata ai soccorritori della Val Comelico e della Guardia di Finanza. Al momento della caduta l'uomo, che indossava regolare kit da ferrata, era da solo e nessuno ha assistito all'incidente. Non si sa da quale punto preciso della Ferrata sia scivolato, prima di ruzzolare nel canale per oltre 80 metri. 
Pedavena (BL), 08 - 09 - 26
Verso le 13 è scattato l'allarme, lanciato da alcune persone di passaggio che avevano visto la vela agganciata a un albero, per un pilota di parapendio precipitato al suolo in località Col Melon, a pochi metri dalla strada che sale agli impianti del Monte Avena. Atterrati in un prato nelle vicinanze, equipe medica e tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Treviso emergenza hanno raggiunto il 47enne tedesco, già assistito dal personale sanitario dell'ambulanza di Feltre. Dopo avergli prestato le prime cure urgenti a seguito del grave politrauma riportato nella caduta, i soccorritori lo hanno caricato a bordo e trasportato all'ospedale di Treviso. 
Valle di Cadore (BL), 08 - 09 - 26
Attorno a mezzogiorno e 50 la Centrale del 118 è stata contattata dal figlio di un 64enne di Valle di Cadore (BL), che, non vedendolo da un paio di giorni, si era recato nella loro baita in località Costa Piei e lo aveva trovato esanime. Arrivato sul posto Falco 2 ha sbarcato in prossimità della baita, con un verricello di 40 metri, l'equipe sanitaria e il tecnico di elisoccorso, per poi atterrare nelle vicinanze. Purtroppo il medico non ha potuto che constatare il decesso dell'uomo, che era caduto a terra in casa sbattendo il volto, non si sa se a causa di un malore. Con il supporto di una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore sopraggiunta sul posto, non appena è pervenuto il nulla osta per la rimozione, la salma è stata ricomposta e imbarellata, per essere poi recuperata e trasportata al Rifugio Costapiana, dove è arrivato il carro funebre e dove i soccorritori hanno riaccompagnato il figlio. 
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